Alda Merini, poetessa (1931-2009)

Ho la sensazione di durare troppo, di non riuscire a spegnermi: come tutti i vecchi le mie radici stentano a mollare la terra. Ma del resto dico spesso a tutti che quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio non ha fatto che rivelarmi la grande potenza della vita.

uno degli aspetti che lascia maggiormente attoniti nel frequentare i quotidiani e le pagine di informazione generalista su web, è la costante presenza di tizie più o meno discinte che si affacciano dalle finestre dello schermo, accompagnate da didascalie che - chiamandole per nome come se fosse ovvio sapere di chi si tratta - accennano a qualche loro vicenda intima. Una presenza evidentemente diretta ad un pubblico di maschi guardoni, o di impenitenti praticanti del pettegolezzo fine a se stesso. Insomma un tipo di messaggio straordinariamente antico, se non decisamente reazionario, all'interno di un contesto che si vorrebbe all'avanguardia della tecnologie e delle tecniche di comunicazione.
E' l'analogo degli istinti riproduttivi versus la complessità del cervello dell'homo sapiens e delle sue raffinatissime capacità simbolico-espressive.

In questo nostro tabloid non poteva dunque mancare la donna nuda. Ma abbiamo optato per una nudità diversa, che - unico caso in questo nostro sito - è accompagnata dal silenzio. La nudità di una persona che mostra se stessa come è, senza difese, ma che contemporaneamente ci sfida a guardarla nella sua realtà. Una realtà che può essere brutta, vecchia, pelosa e sudata, ma che ha un vantaggio incolmabile: è vera, ed è con essa che dobbiamo fare i conti.

Le immagini di questo post sono state prese dal blog http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Alda_Merini, tutt'altro che gentile nei confronti della grande poetessa. Ci auguriamo che perlomeno avessero i diritti per la pubblicazione.

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