il Polivinilpirrolidone, è ovunque ma pochi lo conoscono

cosa hanno in comune inchiostri, prodotti per capelli, vernici, pesticidi e dentifrici ?

incredibile sostanza dai mille usi: fondamentalmente è un derivato vinilico, un polimero dalle forti proprietà addensanti. Una delle prime applicazioni della sostanza, sintetizzata da Walter Reppe nel 1939, è stata quella di lacca per i capelli, in quanto risultava facilmente lavabile in acqua, anche se l'affinità con l'acqua faceva anche sì che dopo un po' i capelli assumessero un aspetto appiccicaticcio (in seguito questo difetto è stato colmato aggiungendo silicone).

Nella guerra di Corea il polivinilpirrolidone è stato usato per allungare il plasma umano destinato alle trasfusioni ai feriti in battaglia, ma la sua applicazione più frequente in medicina è quella di rivestimento delle compresse medicinali, anche se in alcuni farmaci è usato come principio attivo con funzione antisettica in quanto nel momento in cui si dissolve in acqua diventa estremamente tossico ed in grado di uccidere istantaneamente eventuali microorganismi.

Nell'industria alimentare ricorre con il nome di E1201 ed è usato principalmente come addensante di riempimento e stabilizzante; con la stessa finalità lo si ritrova utilizzato in svariate sostanze tra cui dentifrici, shampoo, vernici, pesticidi e inchiostri. Viene anche usato per chiarificare il vino bianco grazie sempre alla sua capacità di eliminare sedimenti organici.

Il polivinilpirrolidone è stato utilizzato nella colla per francobolli ed in genere nelle colle che si attivano con l'umidità, ed è utilizzato nel processo metallurgico di tempra dei metalli (Quenching) e nella produzione del compensato. Se iniettato può provocare lesioni vascolari polmonari ed arrivare ad essere letale. Di fatto, nonostante sia un componente così diffuso ed utilizzato da tantissimo tempo, non ne è stata mai definita la dose minima giornaliera di assunzione tollerabile da un essere umano...

Musica ex Machina

Art for BURP

About BURP